Questo Blog, già figurinostorico.blogspot.com, che sosteneva che "la storia si può raccontare in tanti modi. Noi abbiamo inventato un nuovo modo di raccontarla:con il figurino storico. Firmato: la Tavola Rotonda Osimo." Si aprirà da parte della Galleria del Figurino Storico un sito. Questo blog continua a svolgere la sua funzione: di descrivere il Costume Militare attraverso i secoli,ovvero l'Uniformologia, scienza ausiliaria della Storia (contatti:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
Obiettivo della Civica Galleria: La Scuola
Il Blog ha assunto nel tempo due funzioni. La prima è quella di essere espressione del Figurino Storico.
In un mondo globalizzato, lo studio della storia è sempre più indipendente pr capire le origini delle civiltà e questo è il nostro obiettivo primario Con la denominazione "Civica Galleria del Figurino Storico" si vuole appunto sottolineare la creazione di un vero centro museale, l'unico nelle marche, sulla base di un progetto condiviso tra l'Assessorato alla Cultura del Museo di Osimo, la Società Parko spa che gestisce il trasporto pubblico locale e l'associazione Tavola Rotonda, impostato sullo stile dei grandi musei come lo Stibbert di Firenze e quello di Calenzano dove il figurino storico viene utilizzato come strumento didattico e invito allo studio della storia.
Gli obiettivi della Civica Raccolta osimana sono i medesimi, ma una attenzione particolare è rivolta alle scuole, sopratutto elementari e medie, dove lo studio dei questa materia da parte dei bambini avviene spesso in modo mnemonico; ebbene l'utilizzo del figurino storico vuole essere uno strumento didattico integrativo del libro di scuola ed il nostro locale diventare una sorta di aula didattica dove i bambini si possono appassionare a questa disciplina
La Seconda è quella di divenire lo spazio esterno del CESVAM - Centro Studi sul valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro come spazio per approfondire, oltre che i temi della Uniformologia, anche quelli concernenti le scienze ausiliari della Storia, quali, oltre la Uniformologia, anche la Vessillologia, ovvero lo studio delle Bandiere, l'Araldica, i Mezzi e gli equipaggiamenti, ed il Collezionismo militare in genere ( cartoline, ecc.)
martedì 1 luglio 2014
Il volume illustra il contributo che il
Corpo Italiano di Liberazione ha dato alla liberazione delle Marche, in
generale, e di Ancona in particolare, nella Battaglia per Ancona, svoltasi dal
1 al 20 luglio 1944.
Inquadrato nel
II Corpo d’Armata Polacco, il Corpo Italiano di Liberazione svolse il ruolo di
coprire il fianco sinistro dei Polacchi, che avanzano lungo la litoranea Adriatica ;
in questo ruolo liberarono Ascoli Piceno, Macerata, Tolentino.
Il Comandante
Polacco Anders, occupata Osimo il 6 luglio, predispose un piano di attacco per
la conquista di Ancona che schierava la 3a Divisione Carpatica a destra, con
compiti di fissaggio ed inganno, la 5a Divisione Krescowa al centro, con
compiti di attacco, rottura e sfondamento del fronte tedesco, mediante manovra
di aggiramento, il Corpo Italiano di Liberazione, a sinistra, con compiti di protezione,
sicurezza e copertura del fianco sinistro. L’obiettivo era conquistare Ancona e
annientare la guarnigione tedesca. Questo piano, messo in atto dall’alba del 17
luglio, ebbe un successo parziale: Ancona fu conquistata il 18 luglio, ma la
guarnigione tedesca, nonostante forti perdite, non fu annientata. Di questo
parziale insuccesso, vari comandanti polacchi accusarono il Corpo Italiano di
Liberazione, accusandolo di aver raggiunge i suoi obbiettivi con ritardo,
scoprendo il fianco sinistro delle forze avanzanti polacche, che furono
costrette a fermarsi, e quindi dare tempo a quelle tedesche di salvarsi. Accuse
che si rivelarono infondate, ma che dimostrano, indirettamente, come il Corpo Italiano di Liberazione era parte
integrante delle forze alleate che liberarono Ancona.
Per dimostrare
questo, il volume presenta pagine di storia militare con un linguaggio, a
volte, per specialisti, affrontando anche delicati argomenti come
l’atteggiamento ostile Britannico verso gli Italiani, il ruolo politico delle
forze italiane, l’apporto delle forze della Resistenza ai combattimenti ed
altri. Il linguaggio diviene, però, presto amabile e divulgativo in quanto le
operazioni militari sono anche ricostruite attraverso le testimonianze orali e
documentali coeve a complemento della descrizione tecnico-tattica. Testimonianze
di militari e di civili, da quella di Sergio Pivetta , a quella di Francesca Bonci , che
descrive con il suo Diario il passaggio del fronte ad Osimo, a quelle di sfollati
di Agugliano, Castel’Emilio, Cassero, Camerata Picena e Castelferretti, abitati
sull’asse di avanzata dell’attacco polacco. Emerge in tutti, tra macerie morali
e materiali, il desiderio di sopravvivere e, la speranza di vivere un futuro diverso
e migliore.
Il volume
descrive, quindi, il passaggio del
fronte nell’anconetano, nome con cui si ricorda quei terribili gironi, quei giorni delle oche verdi, oche che
erano dipinte dai contadini con il verderame per mimetizzarle e evitare attacchi
aerei alleati, e del lardo rosso,
come i soldati tedeschi, sempre in cerca di cibo da rubare nelle loro razzie,
chiamavano il prosciutto. Un volume di
ricostruzione storico-militare e testimonianze.
venerdì 30 maggio 2014
1921: da una idea di Giulio Douhet
Il viaggio dell’Eroe
Lungo l’Italia seguendo il Milite Ignoto
Ogni Nazione
si alimenta attraverso una liturgia civile, mediante riti e cerimonie uniche e
irripetibili. La guerra, come fenomeno collettivo di rigenerazione sociale e di
rinascita patriottica, ha molto spesso rappresentato l’araba fenice per i
popoli con l’obiettivo di riaffermare i propri valori e peculiarità. In epoca
contemporanea, dopo il grande sconvolgimento politico operato dalla Rivoluzione
francese, il concetto di conflitto nazionale ha aumentato a dismisura la sua
potenza, tanto da alimentare sempre più emulazione e desiderio di
partecipazione. In questa logica si spiegano le grandi adesioni nelle guerre
dell’Ottocento, fino alle catastrofi planetarie della prima metà del Novecento,
con strascichi ancora fino ai giorni nostri.
Anche l’Italia
ha partecipato a questa grande “festa” patriottica, in cui contribuirono non
solo alcuni retaggi socio-politici risorgimentali, ma anche uno strato
culturale diffuso di intellettuali di ogni colore politico. Al termine del
conflitto, giudicato dai contemporanei con ingenuo ottimismo l’ultimo da
combattere, la pace vittoriosa – nonostante le ricorrenti polemiche sul
rapporto tra i sacrifici sofferti e i ricavi ottenuti – doveva essere
celebrata, proprio perché frutto di una partecipazione unanime di tutto il
Paese.
E’ per questo
motivo che, nel bel mezzo del cosiddetto “Biennio rosso” e delle gravi fratture
socio-economiche dovute al conflitto, il desiderio da parte dello Stato di
unificare tutto il popolo italiano ripercorse i passi del sentimento
patriottico.
Fu di Giulio
Douhet l’idea di istituire anche in Italia, a imitazione di altri Paesi, la
figura del Milite Ignoto: un soldato sconosciuto e non identificabile che
potesse per questo motivo ricordare e onorare tutto il valore e il coraggio
offerto dalle Forze Armate nazionali. A seguito di questa proposta, nell’estate
del 1921 il Governo predispose attraverso un’apposita commissione la scelta del
corpo da onorare e tutto il relativo cerimoniale.
In pochi mesi
si arrivò quindi alla solennità in cui, nella basilica di Aquileia il 26
ottobre, Maria Bergamas – madre di Antonio, un disertore austriaco triestino
volontario italiano caduto in combattimento e mai ritrovato – scelse tra 11
bare identiche quella che sarebbe divenuta il simbolo assoluto del sacrificio
in guerra. Una volta individuata, il Milite Ignoto iniziò il suo viaggio che lo
avrebbe portato a Roma. Durante i quattro giorni, che occorsero al treno
speciale per raggiungere la
Capitale , ali di folla in ogni stazione e in ogni punto della
ferrovia onorarono il feretro e così testimoniarono il proprio attaccamento a
quello che per ognuno poteva essere un figlio, un fratello, un marito o un
padre.
Arrivato alla
Stazione Termini, dopo una nuova solenne cerimonia presso la basilica di Santa
Maria degli Angeli all’Esedra, il corteo il 4 novembre continuò lungo le
gremite strade della città, dove proseguì l’entusiasmo e l’attaccamento al
primo caduto d’Italia. Il Sovrano e tutte le autorità civili e militari
seguirono l’avvenimento, come comparse di uno spettacolo, in cui il
protagonista solo formalmente rimaneva anonimo di fronte al solenne calore, che
creava nei cuori degli italiani.
Una volta
giunto a Piazza Venezia, presso il Vittoriano che fino ad allora tra mille
polemiche era semplicemente la cornice per glorificare il Risorgimento e Vittorio
Emanuele II, l’apice della liturgia civile trovava luogo. Il corpo del soldato,
inserito nel cuore del monumento, sotto al bassorilievo della dea Roma, da quel
momento diveniva il centro ideale e spirituale di ogni patriottismo passato,
presente e futuro.
Esattamente a
90 anni di distanza, quando ancora l’Altare della Patria è il palcoscenico unico e ineguagliato di
cerimonie e manifestazioni nazionali, un nuovo convoglio ferroviario ha
percorso lo stesso itinerario, rammentando a tutti gli italiani il senso di
quell’indimenticabile esperienza. Moltissimi sono stati i partecipanti
all’iniziativa, basata su una mostra fotografica e documentale itinerante, che
ha ricordato i fatti dell’epoca. La conclusione non poteva che essere di nuovo
a Roma, dove a partire dal Presidente della Repubblica e dal Ministro della
Difesa, sono stati tanti i cittadini, che a costo di lunghe file, hanno voluto
visitare i vagoni offerti dalle Ferrovie dello Stato per questa incredibile
iniziativa.
Il nostro plauso va agli organizzatori e a tutti coloro che hanno
partecipato
venerdì 23 maggio 2014
GUERRA DI LIBERAZIONE. UNIFORMI. QUESITI
INCONTRO TRA UFFICIALI ITALIANI E UFFICIALI BRITANNICI
L'UFFICIALE A DESTRA PORTA SULLA MANICA I GRADI DI GENERALE DI BRIGATA, ANCHE SE NON SI DISTINGUONO BENE
AL BAVERO PORTA LE MOSTRINE REGGIMENTALI, A QUANTO PARE DI VEDERE, CHE NON SONO PRESCRITTE, CON LE RELATIVE STELLETTE
I GENERALI NON PORTANO MOSTRINE
INOLTRA SOPRA I NASTRINI SEMBRA DI VEDERE LE AQUILE DI PILOTA DELLA RAF O DISTINTIVO NON FACILMENTE IDENTIFICABILE
PORTANDO IL BATTLE DRESS VUOL DIRE CHE SIAMO NELL'AUTUNNO -INVERNO 1944-1945, QUANDO FURONO COSTITUITI I GRUPPI DI COMBATTIMENTO
UNIFORME ESTIVA
DA INDICAZIONI SEMBRANO ESSERE SOLDATI DEL I RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO O DELLE DIVISIONI AUSILIARIE
CHI HA NOTIZIE ULTERIORI O SUGGERIMENTI O CORREZIONE DI ERRORI è PREGATO DI FARE UN COMMENTO O DI SCRIVERE
A
ricerca23@libero.it
giovedì 22 maggio 2014
Guerra di LIberazione. Bandiera del Battaglione Piemonte. Corpo Italiano di Liberazione 1944
sabato 17 maggio 2014
I MIIlitari e la guerra partigiana.
PER RISPONDERE AI NUMEROSI STUDENTI CHE HANNO POSTO DOMANTE IN MERITO AL RAPPORTO TRA LA RESISTENZA E IL REGNO DEL SUD
IN PARTICOLARE CON LE FORZE REGOLARI
SI INDICA IL VOLUME DI NICOLA DELLA VOLPE CHE ANALIZZA IN MODO ESAUSTIVO QUESTO RAPPORTO
IL VOLUME, EDITO NELLA COLLANA STORIA IN LABORATORIO
(www.storiainlaboratorio.blogspot.com)
è possibile acquIstarlo in tutte le librerie oppure presso la Societa Editrice Nuova Cultura (www.nuovacultura.it) con la e mail ordini@nuovacultira.it
oppure scrivendo a
ricerca23@libero.it
martedì 13 maggio 2014
I Guerra Mondiale. Volume di Mario Pietrangeli
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera dell' Emico e collegha Mario Pietrangeli:
In Allegato, troverete il mio libro “ LE FERROVIE MILITARIZZATE I TRENI ARMATI I TRENI OSPEDALE NELLA PRIMA E SECONDA GUERRA MONDIALE 1915-1945 “ terminato nel 2011.
Al riguardo, chiedo alle SSLL proposte ed indicazioni per la sua stampa gratuita (il libro sarà distribuito gratuitamente analogamente alle altre mie opere).
Come noto, il 26 aprile 2014 è stata inaugurata nella mia Caserma la Mostra organizzata insieme alla Sezione ANA Como (Presidente Enrico Gaffuri) sul Centenario della Caserma e sul Centenario della Prima Guerra Mondiale.
Sarebbe molto interessante presentare tale opera nell’ambito di tale Mostra che si preannuncia interessante e di elevatissimo livello storico. e artistico
Rimango in attesa dei vostri consigli e del vostro aiuto.
Grazie
Colonnello t. SG Mario Pietrangeli
Comandante CEDOC Caserma DE Cristoforis COMO
031 265189
domenica 4 maggio 2014
I Guerra Mondiale: la propaganda
Una articlazione di come si è sviluppata la propaganda sia verso il fronte interno che verso il nemico nella Prima Guerra Mondiale è un tema estremamente interessante da sviluppare
venerdì 4 aprile 2014
Commissario di Guerra: la nascita. Editto del 30 aprile 1351
Pagina del Regolamento delle Genti di Guerra in cui viene per la prima volta regolamentato il lavoro dei Commissari di Guerra
venerdì 28 marzo 2014
I Guerra Mondiale. Uniforme. Fanteria, Soldato
In vista della data centenaria della I Guerra Mondiale, si stanno approntando studi e ricerche sulla uniforme e sulle uniformi dell'Esercito Italiano. Saranno gradite da parte dei lettori di questo blog osservazioni e commenti, oltre che note a commento ed eventuali sottolineature ad errori o omissioni.
La fonte primaria sarà l'Ufficio Storico dell'Esercito Italiano con il suo catalogo di pubblicazioni relative, a cui si rimanda fin da adesso per approfondimenti e studi
giovedì 13 marzo 2014
Seconda Guerra Mondiale Uniformi 1939-1945
N. 473. Germania. Waffen SS Tenente, 1943
N. 474. Ungheria. Reggimento di Ussari, Ussaro, 1940
N. 475. Romania. Fanteria, Soldato 1940
N. 476. Finlandia. Fanteria, Soldato, 1940
giovedì 6 marzo 2014
martedì 4 marzo 2014
II Guerra Mondiale Uniformi 1944. Croazia, Slovacchia, Repubblica Sociale Italiana, Germania
477. Croazia: Fanteria bosniaca, Caporale, 1943
478. Slovacchia: Fanteria, Soldato 1942
479: Repubblica Sociale Italiana. Reparto Paracadutisti, Paracadutista della Guardia Nazionale repubblicana 1944
480. Germania: Divisione dei Cosacchi del Don, Sottufficiale, 1944
domenica 23 febbraio 2014
70° anniversario del Passaggio del Fronte nelle Marche
lunedì 17 febbraio 2014
Seconda Guerra Mondiale. Distintivi Regia Aeronautica
Distintivi di Grado della Regia Aeronautica Italiana
Per tutti gli appartenenti alle Forze Armate Italiane, la
stelletta a cinque pute sul bavero era il simbolo, fin dal 1871 all’indomani
della presa di Roma e, in parte, al completamento dell’Unita Nazionale, di
appartenenza alla medesime forze armate.
La Regia Aeronautica
non faceva eccezione.
I distintivi di grado dei graduati e dei sottufficiali
erano identici a quelli dei pari grado dell’Esercito. Anche i distintivi di
grado degli ufficiali erano sostanzialmente uguali a quelli dell’esercito,ma il
gallone superiore formava un occhiello di forma quadrata anziché ovale. Così
come nell’Esercito sulle uniformi coloniali i distintivi di grado erano
costituiti da stellette sulle spalline .Il corpo o servizio di appartenenza era
indicato da un distintivo portato sulla spalla in lamierino metallico per
la truppa ricamato in oro sulla travetta
per gli Ufficiali e sottoufficiali. La travetta ed il passante erano di modello
diverso per i generali, ufficiali superiori
ed ufficiali inferiori Gli ufficiali dei ruoli servizi e specialisti e
quelli dei corpi sanitario, di commissariato, e del genio aeronautico portavano i galloni delle maniche sotto
pannati in colori diversi. Piloti ed osservatori portavano un aquila ad ali spiegate sul lato sinistro della
giubba al di sopra del taschino. Sovrapposti al taschino sinistro venivano
portati i distintivi di squadriglia.
(massimo coltrinari: ricerca23@libero.it)
martedì 11 febbraio 2014
Seconda Guerra Mondiale: Distintivi della Regia Marina
Distintivi di Grado della Regia Marina Italiana
Per tutti gli appartenenti alle Forze Armate Italiane, la
stelletta a cinque pute sul bavero era il simbolo, fin dal 1871 all’indomani
della Presa di Roma e, in parte, al completamento dell’Unita Nazionale, di
appartenenza alla medesime forze armate.
La Regia Marina
non faceva eccezione.
I distintivi di grado erano costituiti da galloni sulle
maniche e sul berretto. Sulla giubba bianca i distintivi erano portati sulle
spalline. I capi avevano dei galloncini sulle spalle Secondi capi, sergenti e
sottocapi portavano i distintivi di grado sulle maniche come i parigrado delle
altre forze armate. Il gallone superiore degli ufficiali di vascello formava un
occhiello rotondo . Gli ufficiali degli altri corpi portavano galloni senza
occhiello sotto pannati con i colori del corpo. Sottufficiali, sottocapi e
comuni portavano il distintivo di specializzazione sulla parte alta della
manica sinistra
lunedì 3 febbraio 2014
Unformologia. Italia II Guerra Mondiale La M.V.S.N
Distintivi e Gradi della MVSN
L’uniforme non differiva sostanzialmente da quelle
dell’Esercito se non per particolari secondari talvolta peculiari di
determinate specialità o milizie speciali.
Le uniche sostanziali differenze consistevano nella camicia
e cravatta nera e nei fasci littori ( soromontati da una “M” rossa per i
“Battaglioni M”) sul bavero.
I distintivi di grado degli ufficiali erano uguali a quelli
dell’Esercito con la sola differenza che il gallone superiore formava un anello
romboidale anziché ovale. I capisquadra portavano al di sopra della manopola,
un gallone rosso della stessa foggia di quello degli ufficiali. I graduati,
camicia nera scelta = caporale e vice caposquadra = caporalmaggiore, portavano
gli stessi distintivi dell’esercito
sabato 1 febbraio 2014
Uniformologia. Italia II Guerra Mondiale Gradi EI
Distintivi di Grado del Regio Esercito Italiano
Per tutti gli appartenenti alle Forze Armate Italiane, la
stelletta a cinque pute sul bavero era il simbolo, fin dal 1871 all’indomani
della Presa di Roma e, in parte, al completamento dell’Unita Nazionale, di
appartenenza alla medesime forze armate.
I distintivi di grado degli ufficiali consistevano in
galloni dorati (argento per i carabinieri) di larghezza e numero diversi
secondo i gradi degli ufficiali inferiori e superiori e in un ricamo a greca
sormontato da un vario numero di galloni argentati per i generali. Tali
distintivi venivano portati sulle maniche, al di sopra delle manopole, sulla
fascia del berretto con visiera e sul lato sinistro del cappello alpino.
I distintivi di grado erano costituiti per i graduati di
truppa , i sergenti ed i sergenti maggiori, da galloni a “V” rispettivamente
rossi e gialli, portati sulle maniche della giubba e del cappotto a metà
braccio. I marescialli portavano da uno a tre galloncini , dorati con trattini
neri . sule spalline della giubba e del cappotto ed un solo galloncino dello
stesso tipo sulla fascia del berretto con visiera e sul lato sinistro della bustina.
Sulla bustina i distintivi di grado erano costituiti da
stellette. Sui copricapi speciali, fatta eccezione per il cappello alpino, e
per il chepì, non venivano portati distintivi di grado. Nelle uniformi
coloniali i distintivi di grado erano costituiti da stellette sulle spalline.
Durante la guerra i galloni degli ufficiali vennero ridotti di dimensioni e ricamanti
in filo giallo anizichè in filo dorato, venivano portati sovrapposti alla
manopola quasi all’altezza del polso
Altri distintivi fra i
principali erano i colori del bavero e delle mostrine, delle fiamme e degli
alamari che indicavano l’arma, o il corpo o il servizio di appartenenza,
inoltre il fregio dell’arma portato sulla parte anteriore dei copricapi ( ad
eccezione del fez)e recante nel tondino il numero del reggimento. Infine il
distintivo divisionale costituito da uno scudetto metallico cucito sulla manica
sinistra, nella parte più alta.
(Saranno pubblicasi in sequenza, i gradi relativi alla M.S.V.M, alla Regia Marina ed alla Regia Aeronautica) Ricerca 2014 ANRP
giovedì 30 gennaio 2014
Commissariato Militare: "La Monstre"
La “Monstre” première véritable operation sdmidtrtive
Si, au dédut seuls les
chevaliers fournissent les contingetes soldés, le roi en vient à son tour à recruiter
parmi des professionels régulièrement soldés.
Le recrutement se fait psr
des capitanes; les unites costituées s’appllent des “routes” et les homes engages
des “routiers”. Les troupes aisi levees pour des operations de guerre étaint
réparties en “batailles” comprenant chachune un certain nombre des “monstres”
terme qui designe à la fois l’unitè de base et la revue d’affectif.
martedì 28 gennaio 2014
II Guerra Mondiale 1944. Jugoslavia, Grecia, Gran Bretagna
481 - Jugoslavia: Capitano di Stato Maggiore, 1941
482 - Grecia: Fanteria, Caporale
483 - Gran Bretagna Maresciallo 1944
484 - Gran Bretagna Maresciallo 1944
482 - Grecia: Fanteria, Caporale
483 - Gran Bretagna Maresciallo 1944
484 - Gran Bretagna Maresciallo 1944
481
Nell’Esercito
Jugoslavo si continuò nelle uniformi la tradizione dell’esercito serbo. Il
berretto degli Ufficiali, un berretto più rigido del berretto da campo aveva
originariamente una visiera un po’ più fortemente accentuata.Mostrine e filetti
erano del colore dell’arma che era rosso per la fanteria blu per la cavalleria
nero per l’artiglieria e verde er le
truppe di approvvigionamento.
481
Dopo
l’adozione nel 1912 di uniformi cachi nell’esercito greco si ebbero solo alcuni
cambiamenti in questo campo. Gli Euzoni furono dotati di una giubba color cachi
che ricordava quella blu che finora era stata l’uniforme da campo, tuttavia con
una fila di bottoni e con colletto rovesciato con mostrine rosse. Anche le
calze erano color cachi, tuttavia il fez rimase rosso ed anche le scarpe con il
pompom rosso continuarono a venire usate: Poco prima dello scoppio della guerra
fu introdotto un elmetto di acciaio di tipo greco al posto del modello
britannico che era stato fino ad allora in uso. Le mostrine erano nere per
l’artiglieria e verdi per la cavalleria
483
Mentre
in generale gli ufficiali britannici in campo dovevano portare il “battle
dress” agli alti ufficiali veniva lasciata la libertà riguardo la scelta delle
uniformi. Il “busch-schirt”era prescritto per il clima più caldo. Le mostrine
rosse, chiamate “gorget patch” formavano con la fascia rossa intorno al
berretto il segno distintivo dei generali. Entrambi derivavano dalla precedente
uniforme di servizio blu scuro. Il berretto della nostra illustrazione è di un
tipo più leggero con la parte superiore di lino e manca il ricamo in oro sulla
visiera che furono in genere era di competenza dei generali. I marescialli si
distinguevano dai generali, oltre che per i segni distintivi del grado, per un
particolare distintivo sul berretto con due bastoni di maresciallo incrociati.
484
Per far fronte ai paracadutisti tedeschi nel 1940 in Gran Bretagna si
cominciò ad addestrare e costituire le
truppe aviotrasportate..Equipaggiamento ed abiti erano stati ideati prendendo come esempio parti di
uniformi catturate ai tedeschi.. Come si può vedere il paracadutista tedesco
che il suo avversario portano sopra la loro normale uniforme una divisa
mimetica ed un elmetto, qui nella mano sinistra insieme a speciali cinghie di
fissaggio. Modellandosi sui reggimenti corazzati che fin dalla loro costituzione
portarono berretti neri ora altre truppe speciali furono dotate di
berretti di cui si parla qui, anche il
reggimento dei piloti veleggiatori portava berretti rossi ma i più famosi erano
i berretti verdi dello Stato Maggiore. Nel 1943 furono prescritti dei baschi per tutto l’esercito destinato alla
truppa che era così poco piacevole che non si diffuse mai.
mercoledì 18 dicembre 2013
San Martino, il protettore dei Militari din dal Medio Evo
venerdì 13 dicembre 2013
I "Missi Dominici" antesignani del Commissario di guerra
Ancien Règine: Jusqu'au XV siécle
ous les Mérovinges, les Carolingiens et les premiers Capétiens, il nya pas d'armée permanente, strucuturée et organisée au sens où nous l'entendons aujourd'hui, L'admistration militaire n'existe pas non plus. Quant au service militaire, il est fondé sur la qualité d'homme libre.
Chez les Francs le service estdu au roi masi n'est pas rétribué. Le soldat ne reçoit qu'une petite compensation.
A partir di VI siècle, avec l'appariton de la vassalité et de la féodalité ce systéme va se modifier lentement.
La vassalité crée une hiérachie entre les mois pauvres, le vassaux les moins les plus ruches, ceux qui disposent d'une fortune terrienne et qui ont les moyens de s'équiper pour la guerre; les premiers se mettent au service des seconds, moyennant une retribution.
Au cours de la période fèodale, des le IX siécle, c'est le titulaire di fief subordionné qui doit au titolaire di fief dominant un srvice gratuit mais limitè.
Chez les Francs le service estdu au roi masi n'est pas rétribué. Le soldat ne reçoit qu'une petite compensation.
A partir di VI siècle, avec l'appariton de la vassalité et de la féodalité ce systéme va se modifier lentement.
La vassalité crée une hiérachie entre les mois pauvres, le vassaux les moins les plus ruches, ceux qui disposent d'une fortune terrienne et qui ont les moyens de s'équiper pour la guerre; les premiers se mettent au service des seconds, moyennant une retribution.
Au cours de la période fèodale, des le IX siécle, c'est le titulaire di fief subordionné qui doit au titolaire di fief dominant un srvice gratuit mais limitè.
sabato 7 dicembre 2013
Esponton: testo di ricerca
Il Commissariato nell’Ancien Regime
Dai Missi Dominici a Luigi XIV
Il Commissario di guerra ed il suo simbolo.
“L’Esponton”
1. Premessa.
2. Introduzione: perché ci interessa
questa organizzazione
3. La tradizione romana e latina
4. L’Ancien regime. Fino al XV Secolo.
5. I Missi Dominici (Gli Inviati del
Padrone)
6. Le “Mostre” degli uomini d’arme
7. La creazione del commissario di
Guerra
8. Il regno della improvvisazione.
Filippo il Bello
9. La nascita degli eserciti permanenti
e la necessità di una amministrazione militare
10.
I Commissari di
Guerra
11.
Il simbolo di
distinzione. L’esponton
12.
Il Commissari di
Guerra del 1600. Richelieu
13.
I Commissari di
Guerra sotto Luigi XIV
14.
I Commissari di
guerra. Il simbolo il Vestito Grigio Blu
15.
Le guerre del 700
16.
L’influenza francese
nell’Esercito del regno di Sardegna
17.
Una funzione
insostituibile
18.
Bibliografia
Il
volume deve essere molto divulgabile. Lo stile di impaginazione è quello
dell’album a sinistra la pagina scritta a destra la iconografia di riferimento
lunedì 2 dicembre 2013
Commissaires des guerres. 1560
Signe de distintion:l’esponton
Peu
a Peu ces commissarie,qui lon peut qualifier d’ancetres des fonctionnaires de
l’intedence, son dotées d’une sode acceptable aisi que de droits et de
previlèges prore. Leurnposition ne cessera de se renforcer durant les deux
siècles précédant la devolution.
En
1595, Henri IV crées les commissaires provinciaux dont la compétence est
territorialement limitée.Puis, en 1608, une ordinnance élargit les attributions
des commissaires des guerres et donne naissance à une amorce de service de la
justice militaire.
| L'Esponton |
Au
XVII siècle ils acquièrent meme la qialité d’officier.
Chales
IX érige en office la fonction de commisaire. Désormais, obligé d’acheter sa
charge il cherche, en contrepartie, à en tirer quelqhe profit. Ainsi, les officiers
nommés au grade supérieur ou appelés à de nouvelles fonctions doivent preter
serment au commissarie des guerres représentant le roi.
Celui-ci
délivre un certificat en échange duquel l’officier fait don de son épée au
commissarie. En vérité ce don s’avère tout à fait symbolique puisque le
cérémonie se passant sur le front des troupes et l’officier ne pouvant rester
sans arme, ce dernier rachète assito épée.
![]() |
| Commissaire principal 1560 |
A
cette époque l’uniforme n’existe pas. Le seul attribut distinguant le
commissarie est un esponton, sorte de demi-èlaque d’environ deux
mètres de long terminée par un fer de
lance et dont la base garnie d’ivoire. Ma le porte d’arme n’est pas qu’une
question d’apparat puisque le commissarie suit la troupe jusqu’au champ de
battaille.
Les prérogative des
commisaires s’élargissement encore mais la prise de coscience de la nécessitéde
fournir aux soldats des moyens de sub sistance accetables n’est pas encore
venue.
domenica 1 dicembre 2013
Commissario di Guerra . Saluto con l'Esponton
Francia 1560 Amministrazione Militare dell'Armate del Re ![]() |
| Il saluto cel Commissario di Guerra con l'esponton è un movimento in quattro tempi molto spettacolare, tale da essere visto da molto lontano |
![]() |
| Saluto con l'esponton: primo tempo o in marcia |
![]() |
| Saluto con l'esponton vero primo tempo |
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| Saluto dell'esponton: secondo tempo o terzo se si considera il saluto in marcia come primo |
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| Saluto con l'esponton: quarto tempo del saluto |
sabato 30 novembre 2013
Commissari di Guerra. Una ricerca in Corso
Nell'ambito della collaborazione con L'Associazione di Categoria del Corpo di Commissariato si riprendono gli studi avviati nel 2003 in occasione del voncegno indetto dall'allora Corpo di Amministrazione dell'esercito in merito alla storia della amministrazione militare nel corso dei secoli. In particolare,come primo approccio dedicheremo dei post alle vicende del Commissariato in Francia dai Missi Dominici di Carlo Magno fino a Luigi XIV. In particlar ei simboli dei Commissari di Guerra, ovvero "L'esponton"
Attraverso questo blog rielaboreremo il materiale già raccolto al fine di predisporre ipotesi di realizzazione a stampa
Massimo Coltrinari
sabato 23 novembre 2013
martedì 12 novembre 2013
domenica 3 novembre 2013
Osimo.Lezione di Barocco: mercoledì 6 novembre 2013 ore 17,30
Iniziano il prossimo 6 novembre ad Osimo un ciclo di incontri dedicate al Barocco nella nostra terra. si riporta le note relative alla prima conferenza
Stefano Papetti:
aspetti del Barocco ad Osimo
e
nella Marca d'Ancona
Palazzo Campana
Osimo
Sala delle quattro colonne
ore 17,30
Prossimo incontro: mercoledì 13 novembre ore 17.30
lunedì 7 ottobre 2013
La Battaglia di Stalingrado.
Al Centro Italo-Russo (Via Cairoli 6 Roma) il 8 ottobre 2013 p.v. verrà presentato un progetto di ricerca sulla Battaglia di Stalingrado.
per ulteriori informazioni www.coltrinaristoriamilitare.blogspot.com
mercoledì 25 settembre 2013
Serate di Storia: un successo
Si sono concluse nel mese di settembre le "Serate di Storia", organizzate dai responsabili della Galleria del Figurino Storico di Osimo. Le Serate hanno coperto l'arco di Storia che va dall'Epoca Romana ai giorni del nostro Risorgimento nazionale, con approfondimenti interessanti su particlari aspetti, anche di vita osimana e regionale. Un contributo culturale e scientifico alla Galleria del Figurino Storico, che si propone di fare "Storia" con altri mezzi, oltre quelli tradizionali. La speranza che il prossimo anno si abbia la capacità ulteriore di organizzare un nuovo ciclo di conferenze, che hanno avuto un discreto successo di pubblico, scelto e competente, con argomenti ancora più interessanti e partecipativi. Un vero ringraziamento va all'Avv. Mengoni che, con discrezione ed intelligenza, è stato l'anima discreta di questo successo.
domenica 25 agosto 2013
Serate di Storia L'Ultima difesa pontificia di Ancona
Il prossimo venerdì 30 agosto 2013, ore 21
alle Grotte del Cantinonre
Osimo
per le Serate di Storia
il dott. Massimo Coltrinari
parlerà sul tema
L'ultima difesa pontificia di Ancona
La fine del potere temporale nelle Marche
Serate di Storia L'Ultima difesa pontificia di Ancona
Il prossimo venerdì 30 agosto 2013, ore 21
alle Grotte del Cantinonre
Osimo
(chi arriva dall'Aspio, girare a sinistra davanti a San Marco,
150 metri, Hotel La FOnte, 50 metri oltre, sulla sinistra)
per le Serate di Storia
il dott. Massimo Coltrinari
parlerà sul tema
L'ultima difesa pontificia di Ancona
La fine del potere temporale nelle Marche
Serate di Storia L'Ultima difesa pontificia di Ancona
Il prossimo venerdì 30 agosto 2013, ore 21
alle Grotte del Cantinonre
Osimo
(chi arriva dall'Aspio, girare a sinistra davanti a San Marco,
150 metri, Hotel La FOnte, 50 metri oltre, sulla sinistra)
per le Serate di Storia
il dott. Massimo Coltrinari
parlerà sul tema
L'ultima difesa pontificia di Ancona
La fine del potere temporale nelle Marche
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