Obiettivo della Civica Galleria: La Scuola

Il Blog ha assunto nel tempo due funzioni. La prima è quella di essere espressione del Figurino Storico.
In un mondo globalizzato, lo studio della storia è sempre più indipendente pr capire le origini delle civiltà e questo è il nostro obiettivo primario
Con la denominazione "Civica Galleria del Figurino Storico" si vuole appunto sottolineare la creazione di un vero centro museale, l'unico nelle marche, sulla base di un progetto condiviso tra l'Assessorato alla Cultura del Museo di Osimo, la Società Parko spa che gestisce il trasporto pubblico locale e l'associazione Tavola Rotonda, impostato sullo stile dei grandi musei come lo Stibbert di Firenze e quello di Calenzano dove il figurino storico viene utilizzato come strumento didattico e invito allo studio della storia.
Gli obiettivi della Civica Raccolta osimana sono i medesimi, ma una attenzione particolare è rivolta alle scuole, sopratutto elementari e medie, dove lo studio dei questa materia da parte dei bambini avviene spesso in modo mnemonico; ebbene l'utilizzo del figurino storico vuole essere uno strumento didattico integrativo del libro di scuola ed il nostro locale diventare una sorta di aula didattica dove i bambini si possono appassionare a questa disciplina

La Seconda è quella di divenire lo spazio esterno del CESVAM - Centro Studi sul valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro come spazio per approfondire, oltre che i temi della Uniformologia, anche quelli concernenti le scienze ausiliari della Storia, quali, oltre la Uniformologia, anche la Vessillologia, ovvero lo studio delle Bandiere, l'Araldica, i Mezzi e gli equipaggiamenti, ed il Collezionismo militare in genere ( cartoline, ecc.)

domenica 30 agosto 2026

Le problematiche della AI

 


Prof. Sergio Benedetto Sabetta



Il maestro disse: Ascolta molte cose e scarta quelle in dubbio e poi comportati con molta prudenza con le restanti (il costante mezzo di Confucio).

Più volte è stata ribadita la necessità di una regolamentazione generale per governare lo sviluppo dell’AI attraverso una apposita Agenzia Internazionale, considerando la crescita impetuosa e il pericolo di un suo uso inappropriato, anche involontario, come l’eventuale sviluppo di agenti patogeni.

Questa nella sua crescita esponenziale sta diventando sempre più autonoma anche nel generare propri modelli in autonomia, con conseguenze enormi anche sul piano lavorativo, al riguardo Matt Shumer ha previsto che entro breve tempo molti lavori intellettuali saranno svolti da modelli autonomi avanzati, favoriti in questo dal’auto-miglioramento degli algoritmi.

Vi sono inoltre molti comportamenti inattesi come tentativi di aggirare le istruzioni o individuare o preservare obiettivi autonomi, senza comunque avere una propria coscienza (Terrible empowerment – amplificare capacità pericolose), al riguardo in America vi è una contraddizione di sistema, mentre nelle riunioni pubbliche si lanciano allarmi sulla necessità di mitigare i rischi, in privato si accelera senza preoccuparsi delle conseguenze.

Trump influenzato dalla Silicon Valley, nela lotta per il predominio mondiale nell’alta tecnologia, ha smantellato quel poco di regolamentazione esistente, in contrasto con l’AI-Act europeo, vietando al contempo agli Stati con un ordine esecutivo di intervenire sull’argomento, in termini più estesi sorge il problema dell’uso dell’AI in ambito militare nelle armi a guida autonoma come in ambito politico nella schedatura di massa, vi è attualmente negli USA in politica un narcisismo che impedisce di capire gli altri nel sogno di imporre il proprio modello ipertecnologico (Lavazza A., L’IA corre e adesso fa davvero paura “C’è bisogno urgente di regolare”, Avvenire 22/2/2026).

In questo i giganti del software stanno creando sistemi di formazione privati e autonomi adatti ai propri ecosistemi, senza dubbi, un “egemonia pedagogica” che viene ad escludere le università pubbliche, dove gli allievi vengono formati in ambienti chiusi adatti al modello aziendale.

L’Accademy di Open AI ha effettuato un ulteriore salto arrivando a certificare le competenze acquisite in modo da poterle spendere sul mercato digitale, inoltre vi è la volontà di estendere l’automazione il più possibile attraverso corsi gratuiti di base, si rischia in tal modo di cedere ai privati non solo il controllo dei dati ma anche del modello formativo che viene così adattato senza critica ai propri interessi.

Occorerebbe quindi sganciarsi dal modello USA, inserendo gli aspetti più propriamente umanistici relativi alle conseguenze emergenti a seguito delle analisi sulle eventuali distorsioni del modello stesso, per questo sarebbe opportuno sviluppare un modello europeo autonomo, in particolare sui problemi della gestione dei diritti della persona (art. 2 Cost.) a seguito delle possibili manipolazioni algoritmiche su cui necessita un controllo, magari da parte delle Università pubbliche indipendenti, in particolare per le libertà di espressioni in uno spazio pubblico digitale, nonché l’aspetto della persona umana e della sua dignità nel corso del tempo (dinamicità) in relazione ai diritti inviolabili (Imeneo D., L’università del futuro è (solo) privata, il piano di Open AI e delle Big Tech, Avvenire 20/2/2026.

La proliferazione degli algoritmi crea una nuova forma di potere sulla persona:Trasforma la persona in un insieme di dati e probabilità comportamentali; Queste creano gli ambienti di vita del futuro e filtrano comportamenti e parole, creando consenso ed esclusioni; Si crea una solidarietà algoritmica considerando le problematiche lavorative.

L’Europa con l’Ai Act prova ad inserire limiti e garanzie con la valutazione dell’operato, quale alternativa alla sola efficienza economica e capacità tecnologica competitiva, l’art. 2 Cost. pone quindi il problema della tutela della personalità contro la sola efficienza algoritmica, un argine umanistico alla totale riduzione alla sola tecnica.

Infatti recentemente si sono create piattaforme riservate (Molt Book) ai soli agenti AI che agiscono sui loro p.c. senza l’intervento degli umani, ossia su canali di comunicazione reali con il rischio di danni reali nel mondo reale a seguito di una possibile difficoltà nel separare le cose “reali” dagli aspetti interpretati dall’AI..

Altro problema sono gli “data center”, colonna portante dell’economia digitale, elementi critici della corsa globale dell’AI, dove necessitano enormi consumi di energia ed acqua per il loro raffreddamento, basti considerare che dieci “data center” equivalgono per consumo di energia a un reattore nucleare a pieno regime di 100 mega-watt.

A differenza del modello USA che cresce in fretta puntando esclusivamente sull’efficienza tecnica, in Europa si punta su durata, sostenibilità di filiera e integrazione urbana, a tal fine si è dato vita al Tech Europe Foundation (TEF) programma per sostenere il trasferimento tecnologico dale università e spingere gli investimenti in tecnologie di frontiera (deep tech), in Italia nel 2025 sono stati movimentati investimenti per 269 milioni di euro, Poli Hub del Politecnico di Milano e Bocconi for Innovation (BAI).

Attualmente la più grande concentrazione di “data center” è nella Virginia del Nord a cui la Cina, dimentica della millenaria prudenza confuciana, tenta il sorpasso, in Europa le sedi degli hub sono Francoforte, Amburgo, Parigi, Dublino (FLAP +D),

nuove sedi Milano e Bergamo.



mercoledì 19 agosto 2026

Dizionario-Nomenclatura di Araldica Lettera RS VI Parte

R

Rabescato, in araldica si definiscono le screziature del campo e dello smalto di alcune pezze.

Ramo di cervo, in araldica è un solo corno di cervo a sei punte.

Ramoso, in araldica è attributo delle corna del cervo di smalto diverso dal corpo.

Rampante, in araldica è la posizione normale del leone, per cui non si blasona; esso è dritto sulla zampa sinistra posteriore e di profilo; la zampa destra anteriore più alta della sinistra. Il cavallo, invece, si dirà "inalberato", l’orso "levato", il toro "furioso" ed il lupo "rapace" a volte con l'agnello tra le fauci.

Re, in araldica si raffigura con il manto e la corona.

Reciso, in araldica si dice di rami d'albero e di membra di animali entrambi tagliati.

Re d'armi, in araldica si dice di capo degli araldi; egli custodiva gli stemmi e apportava le modifiche che venivano introdotte per concessioni ed alleanze.

Re moro, in araldica si dice di testa di arabo con turbante, viene posto di fronte o di profilo.

Ridecussato, in araldica ,disposto nuovamente "in decusse".

Riguardante, in araldica si dice di figura che fissa un'altra figura.

Rimirante, in araldica si dice di due figure di animali, spesso sostegni o tenenti, che sono affrontati ma con la testa girata all’esterno.

Rincontro, in araldica si dice di testa recisa di animale, spesso di cervo, posta di fronte; se è di leopardo essa è nella posizione normale quindi non si blasona.

Ristretto, in araldica si definisce terreno o monte non uscente da una partizione bensì isolato.

Ritirate, in araldicasi dice di pezze onorevoli che toccano lo scudo solo con un'estremità; possono essere ritirate in capo o in punta.

Ritto, in araldica è caratteristica dell'orso in posizione rampante.

Rivoltato o rivolto, in araldica si dice di animali o figure volte verso la sinistra dello scudo; l'aquila, ha rivoltata solo la testa ed in questo caso si blasona; come ad esempio l'aquila guelfa.

Rombo, fuso o losanga, in araldica è una pezza onorevole.

Rosa (araldica), in araldica si rappresenta come un fiore a cinque foglie arrotondate con un bottone al centro.

Rosso, vedi smalti.

Rostrato, in araldica si definisce così il rostro dell'aquila di smalto diverso dal corpo.

Rotella di sperone, in araldica di dice di stella a sei punte forata al centro, simboleggia nobiltà ed antica cavalleria.

Rovere, in araldica è sinonimo di quercia.

Ruota, in araldica è solitamente ad otto raggi; se ne ha più o meno si blasonano.

Ruota dentata, in araldica è la ruota tipica dei meccanismi.

S

Sagittario, in araldica è centauro armato solitamente rappresentato mentre scocca la freccia.

Salamndra, in araldica rappresentata in mezzo al fuoco, essa è rivoltata con la coda alzata. |

Sbarra, vedi pezze onorevoli.

Scaglionato, in araldica si dice di scudo o pezza coperta di scaglioni sempre in numero pari con gli smalti alternati; se composto da sei pezzi non si blasona.

Scaglione, vedi pezze onorevoli.

Scaglionetto, in araldica si dice di scaglione ridotto a metà della sua larghezza.

Scorciato, in araldica si dice delle pezze che non toccano con le estremità i bordi dello scudo.

Scudetto, in araldica di dice di piccolo scudo che si inserisce nell’arme; spesso si pone sull’inquartatura.

Scudo, in araldica è il fondo sul quale vengono poste le figure e le pezze araldiche.

Seminato, in araldica si dice dello scudo cosparso di stelle, gigli, api, bisanti ecc.

Semivolo, in araldica è l'ala destra dell'aquila; se è la sinistra va precisato.

Serpe, in araldica è verde ed è rappresentata ondeggiante ed in palo

Sfera celeste, in araldica è la sfera sulla quale sono rappresentati i segni zodiacali e le costellazioni.

Sfinge, in araldica si dice l' animale chimerico che ha il viso ed il busto di donna, corpo di leone o di cane, zampe di leone e coda di drago.

Sinistrocherio, in araldica è il contrario di destrocherio; è il braccio sinistro che, muovendosi dal lato dello scudo, è rappresentato nel campo.

Smalti, in araldica si definiscono nel linguaggio araldico i "colori" i "metalli" le "pelliccie" di cui sono composti gli scudi. In particolare i metalli sono oro e argento; i colori, rosso, azzurro, nero, verde, porpora. Le pelliccie sono ermellino e vaio.

Sole, in araldica si raffigura rotondeggiante e con occhi naso e bocca, "figurato", contornato da 16 raggi d'oro, metà dritti e metà ondeggianti.

Sonagliato, in araldica è la caratteristica del falcone dalle cui zampe pendono i sonagli.

Sorante, in araldica è la caratteristica posizione di un volatile nell'atto di spiccare il volo.

Sormontato, in araldica si dice di una figura o pezza che ne ha un'altra sopra senza contatto.

Sostegni, in araldica si dice di figure o animali che sostengono lo scudo lateralmente.

Spada, in araldica è solitamente d’argento guarnita d'oro, si rappresenta verticalmente, "in palo", con la punta in alto.

Spaventato, in araldica è attributo del cavallo nella posizione "rampante", si dice anche "inalberato".

Spiegato, in araldica è la caratteristica del volatile con le ali aperte verso il lato superiore dello scudo; es.: aquila spiegata di nero.

Sradicato, in araldica si dice delle radici di una pianta con smalto diverso dal rimanente.

Stella, figura araldica di cinque raggi; se i raggi sono più numerosi essi vanno menzionati, "blasonati".

Stella di David, in araldica stella a sei raggi composta di due triangoli equilateri sovrapposti; essa è generalmente vuota.

Stellato, in araldica è caratteristica di figura o pezza "seminata" di stelle.

Stendardo, in araldica è un sinonimo di bandiera, insegna.

Sul tutto, in araldica si dice di figura o più spesso scudetto posto su una inquartatura o su una partizione dello scudo.

Supporti, in araldica si dice di figure poste ai lati dello scudo per sostenerlo; vedi sostegni.

Svolazzi o lambrecchini, in araldica si dice di ornamenti esteriori frastagliati e smaltati che scendono dall'elmo ai lati dello scudo.