Questo Blog, già figurinostorico.blogspot.com, che sosteneva che "la storia si può raccontare in tanti modi. Noi abbiamo inventato un nuovo modo di raccontarla:con il figurino storico. Firmato: la Tavola Rotonda Osimo." Si aprirà da parte della Galleria del Figurino Storico un sito. Questo blog continua a svolgere la sua funzione: di descrivere il Costume Militare attraverso i secoli,ovvero l'Uniformologia, scienza ausiliaria della Storia (contatti:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
Obiettivo della Civica Galleria: La Scuola
lunedì 30 marzo 2026
giovedì 19 marzo 2026
Dizionario-Nomenclatura di Araldica Lettera AB I parte
Abbassato, in araldica si dice di una pezza abbassata dalla sua normale posizione; si dice inoltre abbassato il capo di uno scudo quando al suo posto si inse-’ risce un altro capo di concessionecapo di concessione.
Abisso (in), in araldica si dice il centro dello scudo, allorché in esso si trova una figura più piccola delle altre, questa figura si dice abisso.
Accantonato, in araldica si dice attributo delle figure che sono accompagnate da altre nei quattro cantoni dello scudo.
Acceso, in araldica si dice di lampade, torce o tizzoni con la fiamma di smalto diverso.
Accollato, in araldica si definiscono gli scudi e le figure che sono unite l’una all'altra toccandosi.
Accompagnato, in araldica si dice di una figura principale dello scudo che ne ha altre vicine ma isolate.
Accoppiati, in araldica si definiscono i cani da caccia, e gli altri animali legati insieme a due a due.
Accostato, in araldica si dice caratteristica di pali, fasce, bande e di figure comunque allungate che hanno altre figure ai loro lati.
Addestrata, in araldica si dice di quella figura che ne ha un'altra alla sua destra o di un palo o di un partito spostati verso il lato destro dello scudo.
Addossato, in araldica si dice contrario di affrontato; si dice di animali o figure poste dorso contro dorso.
Afferrante, in araldica si dice di uccello rapace o di belva che afferra un'altra bestia o un oggetto.
Affrontati, in araldica si dice di due animali o due figure con la faccia rivolta l'uno verso l’altra.
Agitato, in araldica si dice di mare agitato rappresentato con alte onde spumose.
Agnello, in araldica si dice simbolo di Cristo, dei Martiri e degli Apostoli, solitamente d’argento, passante di profilo, tenente con la zampa anteriore una bandierina incrociata (vedi Agnus Dei).
Agnus Dei, in araldica si dice di Agnello Pasquale detto anche Santo Agnello.
Aguzzate, in araldica si dice di quelle figure che hanno estremità appuntite.
Aguzzato, vedi ‘’Aguzzate”.
Airone, in araldica si dice uccello trampoliere rappresentato senza becco e zampe.
Alato, in araldica si dice di animale che ha le ali contro la sua natura e di smalto diverso da quello del corpo.
Alerione, in araldica si dice aquiletta mutilata, senza becco e artigli, si ritiene rappresenti i nemici vinti in guerra.
Algamoniche, in araldica si definiscono le armi parlanti.
Ali abbassate, in araldica si dice se sono rivolte verso gli angoli inferiori.
Ali chiuse, in araldica si dice se sono raccolte sul corpo del volatile.
Ali piegate, in araldica si dice quando sono volte verso i fianchi dello scudo.
Ali spiegate, in araldica si dice quelle le cui punte sono rivolte verso gli angoli superiori dello scudo e si presentano aperte.
Allegro, in araldica si dice di attributo araldico del cavallo nudo e passante.
Allumato, in araldica si dice di attributo degli animali, che hanno gli occhi di colore diverso dal rimanente; es.: aquila di nero allumata di rosso.
Alternato, in araldica aggettivo usato per descrivere l'avvicendamento di figure che si oppongono alternativamentel'una all'altra.
Alzate, in araldica si dice di figure poste più in alto dell'ordinario.
Amaide, vedi ‘‘Pezze onorevoli”.
Anatra, in araldica si rappresenta sempre di profilo o nuotante sull'acqua o ferma sul terreno.
Anatrella, in araldica si dice di anatra mutilata, senza becco né zampe.
Ancorata, in araldica si dice della croce avente la punta.
Angelo, in araldica si dice di figura di giovane, sempre sbarbato, vestito di bianco, con le ali lunghe aperte o abbassate.
Aperto, in araldica si definiscono gli edifici con le porte di smalto diverso da quello della costruzione.
Appuntate, in araldica si definiscono due o più figure che si toccano con la punta, due spade, lance, ecc.
Aquilla, in araldica è il più regale degli uccelli, si rappresenta generalmente con ali che hanno da tre ad otto piume, corpo di fronte, ali spiegate, testa voltata verso la destra dello scudo, zampe divaricate, coda distesa verso la punta dello scudo, (le innumerevoli posizioni dell'aquila sono rappresentate nel testo).
Aquila bicipite dell'Impero d'Oriente, in araldica spiegata d'oro in campo di rosso, eccezionalmente coronata d’oro.
Aquila bicipite russa, in araldica è spiegata e talvolta coronata di nero in campo d'oro, prima monocipite poi bicipite con la testa aureolata.
Aquila evangelica, in araldica è ordinariamente con le ali ripiegate, con le ali poggianti su di un libro chiuso (Vangelo); essa è aureolata, si rappresenta al naturale o d'argento in campo azzurro.
Aquila guelfa, in araldica è al volo abbassato di rosso, dominante un drago di verde.
Aquila italiana, in araldica è rigorosamente con una sola testa, ali aperte, coda distesa.
Aquila mostruosa, in araldica è con la testa di nano, donna o animale.
Aquila napoleonica, in araldicaè d'oro al volo abbassato, afferrante con gli artigli un fulmine pure d’oro, in campo azzurro.
Aquila spagnola, in araldica è di fronte, con le ali coperte, con la coda semiaperta, la testa rivolta a destra con un'aureola.
Aquila tirolese, in araldica si definisce quella con il volo caricato di due spranghette d’oro.
Aquilone, in araldica si dice del vento rappresentato come un viso uscente da una nuvola in atto di soffiare.
Arabescato, vedi ‘‘Damascinato”’.
Ariete, in araldica normalmente appare di profilo e passante.
Argento, vedi ‘“Smalti”.
Arma o arme, in araldica è l'insieme dello scudo, delle pezze araldiche e degli smalti.
Armate, in araldica si dice di caratteristica di lancie, frecce ecc., che hanno la punta di smalto diverso da quello dell'asta.
Armati, in araldica si definiscono soldati vestiti di corazza o il braccio con la stessa.
Armato, in araldica si dice di attributo degli animali che hanno unghie di colore diverso dal rimanente, es.: leone di nero armato di rosso.
Arpia, in araldica si dice di mostro rappresentato con ali, faccia di donna, corpo d’aquila, mani e piedi artigliati, coda d’avvoltoio e orecchie d’'orso.
Arrestati, in araldica si definiscono gli animali con i piedi posati e fermi in terra.
Attraversante, in araldica si dice di una figura o pezza sovrapposta o che passa su di un'altra.
B
Banda, vedi ‘’Pezze onorevoli”’.
Bandato, in araldica è lo scudo coperto di bande di smalti alternati.
Banderuolato, in araldica si dice di torri, castelli con banderuole svolazzanti.
Bandiera, in araldica si dice di nome che comprende insegne di tessuto usati da parte di eserciti, chiese, confraternite ecc.
Barbuto, in araldica si dice di uomo con barba.
Bardato, in araldica dicesi di cavallo con le barde ovvero guarnito per la battaglia.
Bastone, in araldica è la terza parte della banda, serve a distinguere i cadetti dai primogeniti.
Bastone di Esculapio, in araldica si definisce quello posto in palo attorno al quale attorcigliata una serpe con la testa in alto e volta a destra (dello scudo) e la coda in basso volta a sinistra (dello scudo).
Belgico, in araldica si definisce il leone nero in campo d’oro.
Bendate, in araldica si dice delle teste dei mori con la benda sugli occhi.
Bisantato, in araldica si dice di scudi e figure seminati di bisanti.
Bisanti, (pezze onorevoli) in araldica si dice di figure simili a monete d’oro o d’argento.
Blasonare, in araldica è descrivere uno stemma usando il linguaggio araldico.
Bomba o granata, in araldica si rappresenta come una palla dalla cui parte superiore esce una fiamma.
Bordato, in araldica si dice delle pezze che hanno un bordo di uno smalto diverso che gira attorno.
Bordura, vedi pezze onorevoli e disegno nel testo.
Bottonato, in araldica si dice del bottone o bocciolo della rosa araldica, quando è diversamente smaltato.
Braccio, in araldica si dice se definito senza altro attributo, si definisce il braccio umano destro, movente dal lato sinistro dello scudo e piegato a scaglione.
Brisura, in araldica è francesismo per una pezza che nelle armi di uno scudo sta ad indicare i vari rami di una famiglia.
Burella, in araldica è una pezza onorevole; in particolare è una fascia diminuita nella sua larghezza.
martedì 10 marzo 2026
Madri nelle guerre mondiali Il costo del dovere
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
(In occasione dell’8 marzo dedico questo ricordo alla nonna Loretta che per tutta la vita aspettò il ritorno del figlio Benedetto disperso a Cefalonia)
Una lunga solitudine ha accompagnato la nonna Loretta Germani dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino alla sua morte avvenuta nel 1970, il ricordo del figlio Benedetto, Serg. Div. Acqui, che a lei facevano credere disperso in Russia perché da lì qualcuno ancora dopo anni ritornava, come un vicino ritornato dopo più di cinque anni dalla fine del conflitto.
Aspettava vestita di nero sotto un ulivo all’ingresso dell’aia guardando ormai cieca verso la via, nella speranza di sentirne passi e la voce, ogni anno al mio arrivo in contrada Tramonti ad Arce nel frosinate venivo portato davanti a lei, mi toccava il viso e le braccia poi sentenziava “cresce”, mi era stato dato come secondo nome quello dello zio Benedetto, da quel momento ero libero di correre e giocare.
Il nonno Bernardo si era, per sempre, addormentato nel sonno dieci anni prima senza mai perdere la speranza del ritorno del figlio primogenito, aveva combattuto nella Grande Guerra come bersagliere sull’Isonzo ed era stato riformato dopo un anno di fronte per motivi di salute all’Ospedale Militare di Ancona, ogni anno lui e la nonna andavano alla Madonna di Loreto in pellegrinaggio per sciogliere il voto, sulla parete di casa vi era sempre la foto del figlio Benedetto.
Durante la Seconda Guerra Mondiale tutti e quattro i figli maschi erano partiti scaglionati per il fronte, prima i due più giovani, i gemelli Donato ed Eugenio, sul fronte Greco-Albanese, poi nel 1942 per l’Africa il secondo genito Eleuterio ed infine nel 1943 per Cefalonia il primogenito Benedetto.
Con la stabilizzazione del fronte a Cassino, il loro casolare con vista sulla valle del Liri, era stato occupato dai tedeschi che ne avevano fatto un centro trasmissioni, la nonna con le tre figlie, la quarta suora a Roma, confinata in cantina curava l’orto, la casa e gli animali razziati, il nonno in fuga verso l’Abruzzo per evitare di essere catturato quale forza lavoro per le difese tedesche.
Nel tentativo di difendere la stalla lei con le figlie aveva seguito sulla strada gli animali che i tedeschi portavano via, finchè le furono puntate le armi con un ordine perentorio, rauss, che dovettero ubbidire.
Nello sfondamento della linea Gustav attorno alla cascina vi fu una battaglia d’arresto che durò due giorni, la nonna e le figlie rinserrate in cantina, alcune granate demolirono il fianco a monte del casale.
Alla nonna pesava il ricordo dell’ultimo colloquio con Benedetto quando, venuto a salutare la madre nel giugno 1943, le disse che doveva partire chiedendole consiglio, lei rispose di fare il proprio dovere per evitare rappresaglie sulla famiglia, lui ascoltò e nel partire si volse e disse “Mamma io parto, ma non tornerò” e così fu, questo fu riferito dalla figlia più giovane che assistette al colloquio.
I tre figli minori ritornarono dopo anni, due dopo una lunga prigionia sia come IMI che con gli inglesi, uno con i piedi congelati, irriconoscibili per la magrezza tanto che Eleuterio dovette farsi riconoscere dalla madre la quale lo chiamò da allora “Lazzaro”, colui che creduto morto era risorto.
Negli ultimi anni, cieca, rimaneva seduta a letto con sottoveste e cuffia bianca, stringendo tra le mani un rosario di cui faceva lentamente scorrere i grani pregando in silenzio, noi bambini aprivamo silenziosamente la porta e la guardavamo, poi gli adulti ci dicevano di non disturbare che la nonna prega nel suo dolore, noi si richiudeva piano la porta.
Nota
Sergio Benedetto Sabetta, Testimonianze e ricordi della Grande Guerra, Mattiuzzo-Sabetta, www.cesvam.org;
Sergio Benedetto Sabetta, Memorie di una famiglia del primo ‘900, www.istitutodelnastroazzurro.org
sabato 28 febbraio 2026
INFOCESVAM N. 1 DEL 2026 Gennaio Febbraio 2026 1 marzo 2026
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio -
Febbraio 2026, 1 Marzo 2026
XIII/1/1101- La decodificazione di questi numeri è la
seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino
svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del
supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio
2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di
implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al
Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di
un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante
lo stesso argomento
XIII/1/1102 – Il 23
febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare
Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale.
Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.
XIII/1/1103 – Progetto 2026/1.
Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165°
Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto
manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo
progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa
dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.
XIII/1/1104- Utilizzo dei
Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI
NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato
avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna
18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.
XIII/1/1105 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12
agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80°
anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il
Manoscritto 4. Per il Volume I.
XIII/1/1106 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono
pubblicate sulle filiere del CESVAM.
XIII/1/1107 – Progetto 2025/1.
La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento
della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a
stampa per il mese di Marzo 2025
XIII/1/1108 – Progetto 2026/7.
I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento.
165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto
schema per la edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1109 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI
MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le
materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data
odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del
Master.
XIII/1/1110 – Progetto 2026/3.
Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla
pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in
Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1111 - Progetto
2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in
Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano
Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle
Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione
di luogo e data.
XIII/1/1112- Progetto
2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica
Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per
CESVAM PAOERS
XIII/1/1113- Progetto
2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo
Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione
della 1a Bozza
XIII/1/1114 – Progetto 2026/5
– Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio
funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del
cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu.
Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1115 – Progetto
2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale
Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e
Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il
manoscritto 3. Iconografia.
XIII/1/1116 – Progetto 2026/9.
Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa
e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1117 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA
QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla
edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha
tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla
data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate
nella Rivista edizione a stampa
XIII/1/1118 – Progetto 2026/6
– Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel
Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione
CESVAM PAOERS
XIII/1/1119 - Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla
testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto
Il Manoscritto 3
XIII/1/1120 – La Edizione
dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale
in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta,
anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro
XIII/1/1121 – Progetto 2026/12.
Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto
lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1122 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO
DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie
attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità
di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,
XIII/1/1123 - –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la
predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026
XIII/1/1124 – Progetto 2024/4.
Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre –
Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo
Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali
sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a
Filottrano.
XIII/1/1125 - Prossimo
INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia
storici e che geografici.
(a cura di Massimo
Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
venerdì 20 febbraio 2026
martedì 10 febbraio 2026
La cartolina precetto Rito di Passaggio e di iniziazione
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
Attualmente vi è una disaffezione degli italiani verso il nostro sistema istituzionale e un notevole isolamento per sfiducia nel creare solidi rapporti interpersonali, con la conseguente ricerca di una salvezza autonoma.
La mancanza di fiducia crea l’incapacità di ideare un nuovo ordine interno e internazionale con il conseguente rischio del populismo nella ricerca di un leader salvifico, la frantumazione del concetto di Nazione consegue alla scarsa identificazione con essa a cui segue l’eventuale identificazione con un proprio gruppo, con una relativa bassa conflittualità interna se non per frange.
La costruzione di una identità nazionale è avvenuta in un lasso di tempo breve ed è stata ferita dagli avvenimenti della prima metà del ‘900, a cui è seguito il venire meno del conflitto Est-Ovest negli anni ’90 del secolo scorso a cui si è aggiunto il problema del calo demografico con la conseguente riduzione delle generazioni giovani, un ulteriore problema si è verificato con l’emigrazione all’estero delle fasce giovanili con più alta scolarizzazione, nonostante questo dai sondaggi emerge una notevole fiducia in sé contrapposta al previsto peggioramento per gli altri.
Le attuali problematiche mondiali dovrebbero favorire la capacità di mediazione degli italiani, esaltata da questa fase di transizione tra il precedente ordine fondato sulla Pax Americana e quello nuovo in formazione, in questo, come tra i politici del Congresso negli USA, l’avere servito nell’esercito può favorire la comunicazione, creando un’esperienza comune base per un possibile più aperto dialogo.
La famosa Cartolina precetto, a cui seguiva la visita medica di leva e l’eventuale chiamata alle armi co il consueto periodo di addestramento, costituiva un rito di passaggio che sanzionava la maturità con l’ingresso nell’età adulta, un rito comunitario on cui riconoscersi nel prosieguo della vita.
Nei riti di passaggio l’idea di fondo è che il mondo sociale è ordinato in ambiti definiti di attività e posizioni sociali, i cambiamenti producono una perdita di equilibrio che per esigenze di ordine deve essere restaurata.
Nei riti di passaggio si inseriscono i riti di iniziazione nel transitare da una condizione sociale ad altra, vi è per l’individuo nell’assunzione del nuovo status l’assunzione anche di tutte la responsabilità che questo comporta, pone l’individuo ufficialmente in una posizione adeguata alla sua età sancendo i relativi nonché necessari diritti e doveri, questo nel riconoscere l’autorità e l’anzianità determina ordine e stabilità.
La cartolina precetto aveva assunto in parte questa ulteriore funzione, un rito di passaggio dall’adolescenza alla piena maturità con le relative assunzioni di responsabilità, un rito che determinava una esperienza comune da identificare nel concetto di Nazione, magari non desiderata ma impressa nella mente quale un sigillo, un termine oltre il quale attraverso la leva si entrava in una dimensione differente del sé.
Attualmente tra i giovani si sono creati riti privati e relative identificazioni necessarie per la creazione della propria identità, in particolare in tempi nei l’eccessivo protezionismo e l’esaltazione anche mediante i social dell’individualismo hanno indebolito la personalità, essendovi tra l’altro una scarsa identificazione con impegno lavorativo o nel superare le difficoltà intellettuali (NEET).
Occorrerebbe pertanto ricostruire dei riti pubblici di passaggio che permetterebbero tra l’altro uno screening della popolazione giovanile, sia in termini di salute fisica e mentale che psicologica, una circostanza di cui attualmente si sente la mancanza.
Quali ufficiali di complemento vi era una selezione che comportava varie giornate di prove psico-attitudinali e di esami medici, superata la selezione si entrava in una graduatoria e se chiamati si accedeva ad un corso di vari mesi con prove interne da superare, pena l’allontanamento dalla Scuola, fino alla prova collettiva finale si creava un forte senso di comunità.
Finito il periodo di applicazione presso il Corpo, che nel mio caso era il I° Gr.A.Pe. “Adige”, III Brigata Missili “Aquileia”, si rimaneva a disposizione con cartolina precetto e allegato biglietto ferroviario entrambi a conservare accuratamente per due anni, da riconsegnare alla scadenza presso il Distretto Militare la perdita era considerata un reato militare come previsto dal Codice Militare, il richiamo poteva avvenire in qualsiasi momento mediante qualsiasi mezzo con manifesto, radio, stampa o telegramma.
In caserma era conservato nel magazzino il materiale d’artiglieria necessario per la formazione di una intera batteria autonoma, detta scherzosamente dagli artiglieri la “batteria fantasma”.
Nota
AA.VV., L’Italia nella rivoluzione mondiale, Limes 2/2026





